Un Meridionale in Inghilterra

venerdì, dicembre 08, 2006

Cards and Christmas cards

Qui impazzano ed impazziscono per le cartoline d'auguri natalizie. Io ne ho ricevute già due da due mie colleghe e, sicuramente, nelle prossime settimane che precedono il Natale ne riceverò ancora (ho molti colleghi). Le cartoline, non solo d'auguri, sono una vera tradizione/consuetudine inglese. Ve ne sono di tutti i tipi e per tutte le ricorennze belle e brutte che siano. Ci sono quelle per i compleanni, per gli anniversari di matrimonio, per le nascite, per il nonno, la nonna, la bisnonna, il bisnonno, la cognata, il cognato, il suocero, la suocera, per il primo appuntamento, per quando perdi il lavoro, per quando cambi il lavoro, per quando vai in pensione, per quando sei in ospedale, per quando sei uscito dall'ospedale, per quando sei in brutto peridodo della tua vita, per i morti e tante, tante altre situazioni.

lunedì, dicembre 04, 2006

Ancora qualcosa sul mio lavoro...

Il mio lavoro è Kitchen porter che, tradotto letteralmente, significa il portatore/facchino della cucina. In Italia corrisponde più o meno al lavapiatti. Il mio diretto superiore è il capo cuoco, nel mio caso specifico la capa cuoca, visto che è donna. Tutti noi dello staff siamo responsabili nei confronti del manager. Puntualizziamo: in Italia, di solito, se si pensa alla parola "manager" si pensa subito ad un individuo in giacca e cravatta, seduto ad una scrivania con la sedia girevole, che partecipa a riunioni decisive per le sorti dell'azienda e che sbraita a destra e a sinistra contro i subordinati (Fantozzi docet). In Inghilterra, invece, il manager è semplicemente colui che si occupa della gestione di un settore e di coloro che ci lavorano dentro. Il mio capo, per capirci, quando la mensa è piena si mette il camice bianco e va a friggere patatine come se fosse un semplice membro dello staff. Il settore nel quale sono impiegato è il catering services, ossia la ristorazione o, come traduce il garzanti, approvvigionamento di cibi pronti e bevande. Le mie mansione sono: distribuire cibo e bevande all'interno del college, gestire e sistemare il magazzino, pulire le pentole, le friggitrici, i forni e tutte le altre apparecchiature della cucina, pulire e rifornire le macchine distributrici e mantenere pulita e in ordine la cucina....miiiii che bel lavoro di merda!!!
La cosa più straoridnaria è che per fare il mio lavoro, oltre a richiedere esperienza nel settore del catering, saper comunicare con la clientela, essere eleganti e puliti, c'è bisogno di avere del sense of humor. Magari ogni tanto dovrei intrattenere i miei colleghi con delle barzellette o magari vestrimi da cloun e proporre qualche numero circense con le pentole...

giovedì, novembre 30, 2006

Darlingnismo

Dopo Darwin e il darwinismo, gli inglesi hanno anche il "darlingnismo". Il darlingnismo è una corrente di pensiero secondo la quale, in una interazione fra due o più essere umani, ci si deve scambiare parole smielate.
Il darlingnismo, ovviamente non esiste, ma chi ha vissuto o vive qua ha capito di cosa parlo. Gli inglesi hanno l'abitudine di rivolgersi ad altre persone nei modi più affettuosi possibili, che per un italiano sono assolutamente incomprensibili: darling (caro), love (amore), sweety o sweetness (dolcezza). Sul lavoro, per esempio, le mie colleghe, oltre a ringraziarmi per ogni mimina stronzata io faccia, mi chiamano nei modi più dolci possibili. Il massimo degli appellativi è stato raggiunto la scorsa settimana, quando una mia collega mi ha chiamato, e continua a farlo, chicken (pollo).
Ho pensato: saremo alla frutta o c'è di peggio?

domenica, novembre 26, 2006

Ok ci riprovo

Riprovo a riprendere le redini di questo blog consapevole che questa decisione, ovviamente, non cambierà le sorti del mondo. Quello che mi manca in questo periodo è il tempo per sedermi di fronte al pc, non soltanto per postare, ma, più che altro, per seguire i miei blog preferiti nella lista a destra. Dal lunedì al venerdì si lavora di gran lusso e la sera quando torno ho solo voglia di farmi una doccia, passare del tempo con la mia ragazza e, ovviamente, mangiare del sacro santo cibo italiano cucinato con i crismi della scuola pugliese. Durante il week-end, invece, cerco di rilassarmi, di stare all'aria aperta e, cosa fondamentale, godermi i bei momenti con i miei amici, rispettivamente compare e commara.
Se penso al mio lavoro in questi giorni mi viene in mente la canzone delle TLC "No Scrubs" (nella canzone "scrub" significa fannullone, ma to scrub significa spazzolare, lavare, pulire a fondo, ossia sgrassare) con la sola differenza che io "Yes scrub" tutti giorni. La cosa allucinante è che le mie colleghe hanno il coraggio di chiedermi, magari mentro sto scrubbando una friggitrice o le griglie dove si friggono gli hamburger, se mi piace questo lavoro (Do you still enjoy this work, gaaabriellll?). Sono domande da farsi! Logicamente la risposta è "Si", non perchè sono un paraculo, ma perchè se rispondo negativamente ci rimangono male. Pensate che la scorsa settimana mentre aiutavo una mia collega a pulire un fatt'apposta infernale per cuocere sempre i soliti hamburger, lei mi guarda e mi dice: "Gabriele lo sai che io amo scrubbare?". Io, pensando stesse scherzando visto che era ormai passata più di un'ora da quando si scrubbava in compagnia di prodotti chimici dalla puzza terrificante, la guardo e gli faccio un sorriso del tipo "Lo so che ci stiamo facendo il culo, ma siamo pagati per questo quindi....". Lei, quasi risentita, mi fa: "No, no, a me piace veramente sgrassare". Panico totale...sono pazzi loro o io sono il pazzo. Capisco la necessità di vedere il lato positivo in tutte le cose, capisco che fare le cose controvoglia è peggio, ma sostenere che ti piace scrubbare non è tollerabile.

martedì, ottobre 31, 2006

Si discuteva tempo fa sul perchè i ragazzi (intendo di sesso maschile) hanno, specie nel periodo adolescenziale, questa mania quasi compulsiva di disegnare "cazzetti" sui diari, sui vetri delle macchine impolverate, sui muri, praticamente ovunque. Ricordo una volta, quando andavo a scuola, che entrando in classe alla prima ora trovammo le pareti piene di questi "cazzi" di tutte le forme e dimensioni e il professore di religione ci costrinse a cancellarli con la gomma uno per uno. Logicamente non abbiamo trovato una risposta che spiegasse questa forma d'arte tribale. Ho cercato di capire se anche i ragazzi inglesi facessero lo stesso, ma, a quanto sembra, non vi è traccia di questo rito...chissà...

martedì, ottobre 24, 2006

News
Ebbene sì, sono stato promosso! Non sono più un semplice lavapiatti, ma adesso sono "Catering Assistent". Sono responsabile dei buffet, delle macchinette distributrici di patatine..oltre naturalmente...responsabile del lavaggio delle pentole! Un passo avanti!

venerdì, ottobre 13, 2006

Come dicevo a Bianca, nella risposta ad un suo commento, è da un pò che sto lavorando, finalmente. Dopo una lunga ricerca, ho trovato un posto come Kitchen porter (lavapiatti tutto fare) in una mensa scolastica. Si lavora tutto il giorno come pazzi scrostando pentole, lavando piatti e posate, trasportando carelli pieni di pentole e pentoline e pulendo i tavoli sporchi di maionese, mostarda e ketchup. Tutto sommato non mi lamento: guadango il mio gruzzoletto, mi tengo occupato e ho qualche possibilità di parlare in inglese (minime visto i ritmi di lavoro). Sto, inoltre, cercando di fare il salto di qualità per diventare catering assistant, facendomi assumere...speriamo bene. Ovviamente il tempo per tutto il resto diminuisce come anche il tempo per il blog, quindi posto di meno e giro anche meno fra i miei blog preferiti.