Un Meridionale in Inghilterra

giovedì, giugno 29, 2006

Ieri mattina sono stato a Plymouth, una città vicino a Torquay, perchè Anto aveva un colloquio di lavoro, che si è poi rivelato una mezza bufala. L'annuncio di lavoro era per un posto nel campo del Marketing, ma in realtà era il solito porta a porta...ma questa è un'altra storia.

Camminando per la città ho notato la presenza di questi strani cartelloni. Inizialmente non avevo capito l'utilità, dopo, avvicinandomi, mi sono reso conto che servivano ad appiccicarci le gomme da masticare. Lo scopo, ovviamente, è quello di evitare di buttare i chewing per terra. La trovo un bella idea... se considerate che io quando passeggio sono molto sbadato e pesto di tutto. Dall'altra parte, però, devo dire che questa ammucchiata di chewing ad altezza di naso fa un pò senso, per non pensare poi a colui che deve pulire!

mercoledì, giugno 28, 2006

Oggi vi presento Torquay.....









...città del sud-ovest dell'Inghilterra, conosciuta anche con il nickname di Enghlish Riviera. Torquay si estende lungo la costa di Torbay, che comprende al suo interno altre due città più piccole Paignton e Brixam. Chiudiamo la parentesi Quark e diciamo che Torquay è, fondamentalmente, una Rimini inglese e durante l'estate molti inglesi che vivono nell'interno vengono a trascorrere le vacanze qui. Torquay è anche nota come posto di ricovero per anziani. Difatti ci sono tantissimi ospizi e per strada è facile incontrare persone anziane sedute sulle loro carrozzelle a motore che scorrazzano per la città.

martedì, giugno 27, 2006

Questa mattina stavo camminando per Torquay (continua la ricerca del nuovo lavoro), quando ad un certo punto un volantino fuori da una banca attira la mia attenzione. Questo recitava in sintesi che la banca si era allagata e che si scusavano per il disguido procurato alla clientela. Fin qui niente di così eccezionale. Faccio due passi in avanti e mi accorgo che gli sportelli della banca erano stati "allestiti" per la strada, ecco a voi lo sportello 1 e 2. Queste due impiegate servivano i clienti incassando denaro e facendo ricevute come se tutto fosse normale. Qui le banche non hanno nè le doppie porte nè quei maledetti sistemi d'allarme parlanti. Lo stesso vale anche per le gioiellerie, dove si può entrare ed uscire come si farebbe in un supermercato. Vi sembra cosa da poco?

lunedì, giugno 26, 2006

Special Guest Anto
Di cose da raccontare sulla mia esperienza nel ristorante italiano ce ne sarebbero un centinaio...ma tralasciamo i dettagli più zozzi che sto cercando di rimuovere dalla mia mente, altrimenti non metterò più piede in un ristorante!
Prima di tutto avete mai visto in un menù italiano: Pennette al Pollo! Già questo è un chiaro segno che di italiano c'è ben poco in quel ristorante (infatti il proprietario è portoghese). Il mio compito è stato quello di apparecchiare e sparecchiare, portare i piatti in tavola e comunicare con la lavapiatti, polacca, che non sapeva neanche la parola "fork": a un certo punto gli ho parlato solo a gesti, ma non so se ha capito la mia personale interpretazione della forchetta (presente il gesto "ci facciamo due spaghetti"), perchè infine le ho trovate da me.
Il proprietario, a questo punto, ha provato a chiedermi se sapevo parlare inglese ed ad una mia risposta affermativa, mi ha invitato a prendere le ordinazioni da bere al tavolo dove erano sedute 4 procaci signorine inglesi. Credevo di farcela, che mai dovevano ordinare: acqua, birra, coca cola, vino...e invece no! una inizia a chiedermi il Bacardi con coca cola e io, avendo paura di sbagliare, ho chiamato il boss. Ebbene sì, gli inglesi sono capaci di mangiare due spaghetti agli scampi sorseggiando un vodka tonic! Per non parlare del fine pasto: avete mai visto che dopo una mangiata si beve, invece dal caffè, il cappuccino?

domenica, giugno 25, 2006

E' bastata una mattinata di ricerca estenuante tra centri del lavoro, negozi e ristoranti per trovare una nuova occupazione. Sono riuscito a trovare un lavoro come cameriere in un ristorante italiano gestito da una coppia bizzara: lui è portoghese e lei è italiana, sarda. In realtà non avevano bisogno di personale, ma quando hanno sentito che ero italiano hanno deciso di offrirmi un giorno di prova. La motivazione principale era che a differenza dei camerieri stranieri, gli italiani sanno risconoscere un raviolo da una tagliatella. La prova era per il giorno successivo, sabato sera. Un momento prima di andare, ho deciso di lasciare il posto alla mia ragazza che desiderava tanto scoprire come veniva gestito un ristorante italiano all'estero.
La ricerca del lavoro, quindi, continua lunedì!

venerdì, giugno 23, 2006


Con la seguente frase: Gab, I'm sorry, you are out of this business, ieri il mio team leader mi ha licenziato. Stavo lavorando da due settimane come venditore porta a porta per un' azienda inglese che vende finestre, doppi infissi e gazebo. Il mio compito era procurare più appuntamenti possibili (qui le chiamano lead) col fine di offrire al cliente un preventivo gratis e mostrare il prodotto. Il lavoro era obiettivamente difficile se coniderate che parlo l'inglese da un mese e mezzo, che gli stessi lavoratori inglesi trovavano difficoltà ad ottenere appuntamenti e che tutti in Inghilterra hanno già gazebo, doppi infissi e finestre nuove (ho capito che gli inglesi hanno molto a cuore l'estetica delle loro villette). Niente di drammatico sapevo che sarebbe successo, non sapevo solo quando. Se proprio la devo dire tutta, sono alquanto sollevato visto che ero costretto a lavorare con persone che eruttavano e scoreggiavano liberamente! Non che mi scandalizzi, ma c'è un limite a tutto!

giovedì, giugno 22, 2006


Per non sbarcare in Inghilterra completamente allo sbaraglio e per riprendere dal fondo della mia memoria quel pò di inlgese che vi era rimasto, le prime tre settimane a Torquay ho freqentato uno scuola di inglese per studenti stranieri. La scuola era piena di svizzeri, arabi e sud coreani, gli unici italiani eravamo io e la mia ragazza. Ho avuto, quindi, la possibilità di conoscere meglio gli amici coreani e ho scoperto che i luoghi comuni non sono poi così comuni; quando si dice che sono gentili ed educati, è vero! Ti chiedono sempre scusa anche quando non vi è motivo, ti salutano con reverenza, ti ringraziano se gli rivolgi la parola e se gli inviti a prendere una birra ti sono riconoscenti per tutta la vita. Se poi gli chiedi se mangiano la carne di cane, loro puntualmente ti rispondono che è vero ma nessuno ti dice che gli piace! Inoltre sono assolutamente consapevoli del fatto che quando cinesi, giapponesi e coreani sono in vacanza in Europa scattano una miriade di foto!

martedì, giugno 20, 2006

Prima di partire per l'Inghilterra, tutti mi raccomandavano di non andare a Londra perchè avrei incontrato solo italiani e non avrei potuto imparare l'inglese. Quindi abbiamo pensato di scegliere un'altra città, magari vicino al mare, nel sud e già abitata da persone simpatiche; e da quì la scelta di venire a Torquay.
Una volta giunti a destinazione, abbiamo pensato che con la nostra laurea potevamo immediatamente trovare il lavoro dei nostri sogni, ma incontrate le prime difficoltà le stesse persone, che prima ci avevano consigliato una città più piccola, ci hanno detto:
"Perchè non siete andati a Londra?"

lunedì, giugno 19, 2006

E tutto ebbe inizio il 6 maggio quando un meridionale e la sua metà (senza valigia di cartone, ma con il trolley comprato dai cinesi) lasciarono la terra di Puglia per raggiungere l'Inghilterra con la speranza di trovare un lavoro e, visto che ci siamo, imparare anche l'inglese. La meta prevista era una ridente città della riviera inglese, Torquay. Da qui comincia la mia nuova vita in Inghilterra...