Un Meridionale in Inghilterra

lunedì, luglio 31, 2006

E' facile trovare in Inghilterra chiese che non lo sono più e diventano qualcosa d'altro. Nel caso della foto si tratta, in realtà, di un ufficio notarile con tanto di cartelli, tappetto rosso, moquette e reception all'ingresso. A Plymouth, invece, mi sono imbattuto in una chiesa adibitita a bar, ristorante e palazzo comunale. Una sera a Torquay ho scovato una chiesa trasformata in sala da ballo (ovviamante liscio) con tanto di dj sull'altare e punch servito all'ingresso. Sempre a Torquay c'è un'altra chiesa gotica con il portale colorato viola con bordi arcobaleno e sulla facciata ci sono sparsi festoni. Molto spesso vengono anche riconvertite in appartamenti. Da i brividi che un'opera d'arte diventi un bene privato ad uso commerciale tradendo la sua natura e la sua originaria bellezza. Ve l'immaginate il Vaticano trasformato in un mega condomio di lusso con un insegana luminescente?
Questo, inoltre, contribuisce ad impoverire l'aspetto culturale di una città, poichè è impossibile visitare all'nterno questi edifici che vengono stravolti, perdendo il loro senso artistico. Per me fa ancora più effetto visto che sono nato nella città delle 100 chiese, in verità non tutte sempre visitabili, ma almeno hanno avuto il buon senso di non farci delle pizzerie!

sabato, luglio 29, 2006

Quando la mattina ti svegli e ad accoglierti non c'è il sole, ma, bensì, nuvole scure portatrici di pioggia (come nella foto), sento la nostalgia della mia terra. La luce, il sole e il caldo della Puglia, specie nel periodo estivo, fatemelo dire, sono ineguaiabili. Ti alzi dal letto con energia, allegria e tanta voglia di fare qualcosa. Questo scuro, invece, mette tristezza e anche un pò di ansia, visto che, come dici il buon Roberto, in Inghilterra quando attacca a piovere può andare avanti per giorni. Diciamo che a questo tipo di giorate, mi sarei già dovuto abituare, in quanto ho vissuto per 5 anni e mezzo a Perugia e lì di pioggia, umidità e neve ne ho vista abbastanza. La realtà è che un meridionale non si abitua mai a questo tipo di clima e, infatti, tutti i conterranei emigrati al nord con cui parlo si lamentano proprio di questo. Nella mia città, Trani, d'estate non piove quasi mai e quando piove sappiamo sempre che sarà per poco.
Vi lascio alcuni versi della canzone dei sud sound system "Me Basta Lu Sule", che spiegano meglio di me cosa rappresenta il sole per noi popolo del Sud:
Ca quandu la matina te azzi e te 'nfacci alla fenescia 'nc'e' subitu na cosa ca intra l'ecchi toi te flescia e te flescia tuttu lu giurnu pecce' sai ca lu tieni attornu ma ce bbete? Lu core tou la sape ma ce bbete? Ci sta canta moi nci crite Ca ete lu sule ca ogne giurnu te illumina Ca ete lu sule mena moi camina Ca ete lu sule ca sempre nu pocu te scarficia Ca ete lu sule quandu lu iciu me preciu Si' sule forte cautu immensu Ca quandu lu iciu alle origini mei pensu pensu ca l'estate mo rria pensu a n'alberu te ulia pensu puru a nna beddhra stria pensu ca la vita ete mia

giovedì, luglio 27, 2006


Spiagge e bagnanti in Inghilterra.
Prima di tutto bisogna dire che le spiagge inglesi sono pulitissime e tutte provviste di bagni pubbblici altrettanto puliti, dove, udite udite, potete espletare le vostre funzioni fisiologiche ascoltando della buona musica classica. Eccezionale. Per non parlare, poi, dei parcheggi enormi e non asfaltati: le macchine sostano su un bel prato inglese tagliato di fresco. A chi tanto verde e a chi, come noi del sud Italia, veramente poco. Le spiagge inglesi sembrano dei camping, visto che gli inglesi, in genere, all'ombrellone preferiscono la tenda da campeggio. La funzione della tenda al mare non mi è ancora molto chiara, forse le usano come sauna visto che sotto al sole diventano incandescenti. Un altro oggetto molto usato è la tendina paravento (si intravede nelle foto), con le quali costruiscono (ce ne vuole di pazienza a montare e smontare e gli inglesi, vi assicuro, ne hanno da vendere) una specie di protezione a ferro di cavallo.
Essendo l'acqua molto fredda i bambini invece del costumino hanno la muta da sub; non tutti comunque fanno il bagno, ma i più vanno al mare per fare il barbecue e passare la giornata.
Un altro oggetto immancabile è la canna da pesca, anche se non ho mai visto un inglese mangiare un pesce che non sia fritto. La pesca, va detto, qui è intesa più come sport e molto spesso i pesci che pescano li ribbuttano in acqua.
Ultimo particolare, nelle profumerie è impossibile trovare protezioni solari al di sotto del numero 20...abbiamo impiegato un mese per trovare una protezione numero 12. Sulla questione della carnagione io non faccio testo poichè sono bianco stile mozzarella e al mare mi confondo con gli inglesi.

lunedì, luglio 24, 2006

It's too hot. Isn'it!
Chi avrebbe mai pensato che in Inghilterra facesse così caldo. Prima di partire, mentre pensavo alle robe da mettere in valigia, ero indeciso se portare il costume, il telo da mare...tanto figuriamoci se ci sarà la possibilità di andare al mare. Al mare ci sono andato già diverse volte e devo dire che sono anche riuscito a pendermi una bella scottatura. Ieri con Francesca e Roberto siamo stati a
Slapton sand, una spiaggia bellisima come anche bellissimo è il paesaggio che si percorre per raggiungerla. Da buoni meridionali ci siamo portati, fatti e gustati dei paninazzi. Non contenti abbiamo comprato anche l'anguria che, logicamente, abbia messo sotto sabbia nell'acqua per difrescarla (vera scuola pugliese). Per concludere in bellezza Francesca ci ha deliziato con una torta di cioccolato e menta...vero lusso! L'unica nota dolente è stata la temperatura dell'acqua, un vero ghiacciolo, ma nonostante ciò e sfidando le leggi della ipotermia abbiamo fatto delle brevi immersioni.
* * *
Mentre in Inghilterra il sole scottava la mia pelle, in Italia il sole picchiava nella testa dei nostri politici rimbanbendoli definitivamente, in particolare Mastella. L'eco dell'indulto è arrivato fino qui, come è arrivata fino qui la notizia che verranno ridotte le pene per i reati di falso in bilancio, corruzione, reati fiscali e finanziari anche nei confronti della Pubblica Amministrazione. La solita legge porcata che, guarda caso, viene partorita sempre di estate quando, ovviamente, il livello di guardia dell'opinione pubblica è ridotto al minimo. La cosa ancora più imbarazzante è che questa legge verrà, molto probabilmente, votata dall'Unione insieme alla Casa della Liberta, dove troviamo diversi esponenti coinvolti in prima persona nei reati elencati sopra.
E meno male che ad aprile abbiamo scelto il male minore!

venerdì, luglio 21, 2006

Sono consapevole che il giornalismo inglese è molto diverso da quello italiano: la famosa stampa anglosassone, che divide i fatti dai commenti, che controlla le fonti e che, all'occorenza, si scaglia contro i poteri forti senza paura. Affianco a questa nota tradizione giornalistica c'è però anche il tabloid che tratta, di solito, notizie frivole riguardanti le celebrità, i crimini più efferati e lo sport. In Italia questo genere di notizie è trattata dai settimanali, anche perchè riempire ogni giorno un giornale con stupidità mi sembra un'impresa titanica. Difatti sfogliando i tabloid inglesi ti accorgi che le pagine sono piene di porcate, alternate a qualche notizia, diciamo così, seria. Il massimo, però, lo raggiunge il Daily Sport. Ho scoperto questo tabloid quando lavoravo come venditore porta a porta; il team leader lo comprava ogni giorno per tutti i colleghi in modo da ammazzare il tempo durante le soste. Eravamo in periodi di mondiali e, leggendo nel titolo "Sport", ho pensato: "ora gli do uno sguardo per sapere qualche notizia sulla nazionale italiana e, semmai, anche sull'inter". Mai l'avessi fatto! Su 56 pagine, 48 sono di annunci porno, tette da fuori e incontri a luci rosse, le rimanenti 8 parlano di sport ma sempre sotto l'ottica del sesso. E' praticamente un giornaletto porno spacciato per giornale. Il costo è di 50 pence, ossia 75 centisimi di euro, di carta sprecata. I titoli sono straordinari, al limite dell'esilarante e del disgustoso. Quando vennero fuori le foto porno dell'ex-molgie di Paul McCartney il giornale titolò: "Si è sempre dichiarata vegetariana, allora cosa ci fa con quel pezzo di carne in bocca".

mercoledì, luglio 19, 2006

SALDI SALDI SALDI
Special guest: Anto
Con la seguente, rispondo al richiamo della mia cara Cannella, che mi ha invitato a postare un acquisto a saldi. Premettiamo: non è che ci sono tanti soldi da spendere (anzi non c'è proprio niente!), ma il mio costumino rosso cede già da tempo, vuoi perchè il costume è un po' vecchiotto e vuoi, anche, per la mia dieta inglese a base di pollo. Mentre questa mattina ci aggiravamo in centro città nella maledetta ricerca di qualcosa da fare ...una vetrina colpisce la mia attenzione: saldi dal 70 al 90%. Vuoi vedere che questa è proprio l'occasione di un costimino nuovo! Entro in un labirito e per trovare i costumi ci metto 10 minuti...il negozio era di 10 metri quadrati! Allora la signorina in questione (io), non è di gusti facili perchè il papà ha un negozio di articoli sportivi! Subito testo la qualità della merce e mi convinco che potrebbe anche andare bene;).
Lo scaffale è un vero macello, i costumi sono la tutti ammassati senza nessun ordine. Guardo i modelli e scarto tutti quelli che potrebbero farmi sembrare un insaccato. Alla fine trovo un modello che può andare e qui arriva il dramma: la taglia. Già per me è un argomento drammatico di per sè...ma quando ti trovi davanti a taglie incomprensibili è molto peggio! Un vita spesa in un negozio di articoli sportivi non è bastata: a cosa corrisponde 10, 12, 14 ecc? Cerco di ricordare, ma non mi viene in mente niente..allora inizio a misurare ad occhio, mi convinco che la 14 forse è la taglia per me, scelgo un po' di modelli e mi dirigo verso la prima commessa. Chiedo dove posso misurare i costumi e lei mi risponde: "mi dispiace ma qui non ci sono camerini"; rimango sconcertata anche perchè io non compro mai niente senza misurarlo e le dico che il mio problema principale è la taglia. Ingenuamente fiduciosa della bravura della commessa, le domando a cosa corrisponde la taglia 14; lei mi risponde "non so, io porto la 12, la 14 è più grande". Sconcertata cerco nella sua figura qualche punto di riferimento, ma è più forte di me non riesco a paragonarmi ad una inglese :D. La ringrazio per avermi detto che dopo il 12, c'è il 14 e cerco il suggerimento di Gab. La commessa rimane davanti a me e muta per tutto il tempo, forse pensava ancora che stessi prendendo ad occhio le misure del suo corpo. Dopo almeno 10 minuti, mi chiede scusa e si defila. A questo punto mi convico che la 14 è quella giusta e vado alla cassa, sperando in un commesso più competente. Al mio turno, gli chiedo "mi sa dire a cosa corrisponde la 14, forse alla M?" e lui "non lo so!" prende il metro e mi dice "vuole che misuriamo?". Rimango senza parole per 3 secondi, non voglio mica farmi misurare da questi che non sanno neanche dirti a che cosa corrispondono le loro taglie. Perchè chi lavora in un negozio non sa neanche dirti a che taglia europea corrisponde? Che non ci sono abbastanza stranieri in giro? Credono di non dover dare spiegazioni a nessuno? BAH!
Rassegnata chiedo se almeno posso cambiare il costume se non mi dovesse andare e l'intelligentone mi fa : "Sì, basta che non rimuovi l'adesivo igenico" e io "Grazie, se non me lo dicevi tu!!!"
Che cavolo, sono straniera mica scema!
Tornata a casa, l'ho provato al volo...Meno male, va bene!

domenica, luglio 16, 2006

Finisco di presentarvi i gatti. Questo nella foto è Tibs. Per me lui rapresenta il vero gatto. Sembra una tigre in miniatura. E' agilissimo e scattante. Spesso cattura qualche uccello o topo e lo porta in casa quasi a voler mostrare a tutti le sue abilità di cacciatore. Per questo i padroni di casa lo hanno soprannominato "The murderer". E' socievole quanto basta, nel senso che se è dell'umore giusto si fa coccolare altrimenti ti rifila un graffio! E' molto vanitoso e appena vede la macchina fotografica si mette in posa. Anche lui come Henry ogni tanto si fa un giretto nella nostra camera, con l'unica differenza che Tibs si vuole infilare nel nostro armadio. All'inizo non capivamo il perchè di questa sua fissazione, poi un giorno l'abbiamo visto entrare in un mobile della cucina e stiparsi fra piatti e bicchieri. Siamo, quindi, giunti alla conclusione che è un suo modo di fare...strano!

giovedì, luglio 13, 2006

Fish and chips
Se visiti o vivi in Inghilterra devi provare almeno una volta il “Fish and chips”; è una tappa obbligatoria! Non è altro che merluzzo fritto con contorno di patate fritte, servita all’interno di un foglio di carta da cucina, che viene chiuso se decidi di mangiarlo a casa o aperto se lo mangi per strada. In passato, quando non esistevano i fogli per alimenti, veniva confezionato direttamente nei fogli di giornale, mischiando così il petrolio all’olio della frittura in barba a tutte le elementari regole dell’igiene. Gli inglesi ne vanno pazzi e, difatti, ad ogni angolo di strada trovi un fish and chips shop gestito, molto spesso, da medio orientali. Oltre ai take-away, ci sono diversi ristoranti, dove puoi mangiare comodamente il fish and chips seduto ad un tavolo, tipo le nostre pizzerie. La cosa divertente di questi ristoranti è che tutti espongono all’esterno cartelloni o insegne che decantano il loro fish and chips, quale il migliore della città, della regione, dell’Inghilterra o, per i più sborni, dell’universo. Io l’ho mangiato due volte e direi che può bastare: il mio fegato ancora risente dei postumi. La prima volta è stato in un ristorante: la frittura era dura come una corazza e del pesce non c’era neanche l’ombra. Per tagliarlo bisognava usare la forchetta e il coltello come martello e scalpello. Non contento e convinto di aver provato già il peggio, decido di entare in un take-away che si ritiene migliore della città; questa volta il merluzzo c’era, ma le patatine erano orrende. Per carità, il pesce fritto è una delizia (io vengo da una città di mare), ma la frittura deve essere fatta con tutti i sacri crismi: l’impanatura deve essere delicata e l’olio deve essere fatto scolare e assorbito. Come si deduce dall’unto che trasuda anche dalla foto questo non avviene!

martedì, luglio 11, 2006

Lettera aperta al bidet

Caro bidet,
da quando sono in Inghilterra ho iniziato a sentire la tua mancanza. Fino a quando vivevo in Italia, ti vedevo lì nel bagno e non mi accorgevo della tua importanza. Sai come si dice: solo quando si perde qualcosa, ci si rende conto del valore che aveva.
Hai perfettamente ragione gran parte del mondo ti deve delle scuse. Per primi i francesi che ti hanno inventato, reso famoso e infine scaricato, rinnegando le tue qualità di lavatore. Seguono gli inglesi che ti definirono una “sconvenienza continentale”, evitando così di prenderti in considerazione. I Giapponesi che hanno creato un ibrido combinandoti con la toilet, dimenticando la tua irripetibilità. Anche noi italiani, che continuiamo ad usarti, abbiamo una colpa nei tuoi confronti: non ti abbiamo mai ringraziato abbastanza per i servigi che umilmente rendi, è un lavoro sporco il tuo.
Fai bene a rivendicare un posto migliore in casa, se pensiamo che quando sei stato inventato stavi in camera da letto ed eri un simbolo di ricchezza per la borghesia. Ora non soltanto ti sistemiamo in bagno, ma per giunta ti posizioniamo affianco al water, direi proprio una compagnia di mer*a.
Ogni volta che supero i confini dell’Italia tu non ci sei mai. Hai mai pensato di mettere in piedi una azienda di export? Sono consapevole che il resto del mondo ti è ostile, l’abbiamo già detto, ma penso che costruendo un’adeguata campagna pubblicitaria nel giro di poco riusciresti a trovare mercato. Potremmo decantare le tue potenzialità e le tue capacità e, ti assicuro che oltre all’uso più conosciuto, tu puoi avere innumerevoli altri impieghi: lavaggio dei piedi, lavabo per bimbi che data l’altezza non arrivo al lavabo ufficiale, lava panni, contenitore per acqua ecc.
Per non parlare poi della diverse possibilità di design che possiamo elaborare: ti potremmo disegnare a forma di bocca come il famoso divano di Salvador Dalì, diventando col tempo un’opera d’arte.
Poi diciamocelo francamente un bel bidet durante l’arco della giornata non ha mai fatto male a nessuno.

lunedì, luglio 10, 2006

CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO!

Che giornata perfetta, non si poteva chiedere di meglio! Campioni del mondo!
Il tutto inizia nel migliore dei modi: davanti ad un piatto di pasta e polpette. Proprio il giorno della coppa, io e Anto ci ricongiungiamo, dopo 2 mesi di chicken and potatoes, con la cucina italiana! Il tutto è opera della fantasmagorica e mitologica Fior di Zucca: vi assicuro che quella reale è molto meglio di quella virtuale. Abbiamo mangiato come non mai in terra straniera, facendo bis, tris, quarantis di tutte le portate, chissà se siamo passati per dei mangioni senza ritegno, ma l’occasione era veramente speciale. Tipico pranzo meridionale: quattro ore non stop a tavola! Spaparanzati sul divano pensavamo dove dipingerci la bandiera dell’Italia e magari quella della Francia, meno male che alla fine ha prevalso il buon senso; si optato per sobrie bandierine e cuoricini sugli zigomi, braccia e cozzetti!
Alle 17:15 ci incamminiamo verso il nostro “Bar Sport” di fiducia. Attiriamo la simpatia e i sorrisi di tutti quanti, quando è proprio un inglese che ci ferma e pronostica che un netto 2 a 1 per la nazionale italiana. Mentre ancora eravamo impegnati a fare i dovuti scongiuri, un drappo azzurro sull’albero catalizza la nostra attenzione: “Vuoi vedere che è un segno premonitore?”. Dando ancora una ripassata ai gioiellini di famiglia, raggiungiamo la meta agognata. Nuovamente panico. Nonostante siamo arrivati con un’ora di anticipo, non c’è neanche una poltroncina per noi. Ripieghiamo sull’unico tavolino libero, proprio dietro ad un gruppetto di francesi o presunti tali. Anche questa volta il pubblico è molto variegato. Italiani, cechi, inglesi e gli immancabili amici venezuelani grandi supporter degli Azzurri, mentre il gruppo di francesi è veramente striminzito, ma molto combattivo. A partita iniziata la tensione è oramai alle stelle e al calcio di rigore ero già convinto della disfatta: sono un interista. Le urla francesi si fanno più forti per i primi minuti, fino a quando arriva il nostro pareggio. Il mitico venezuelano con maglietta alzata e fuori di senno, si esibisce in movimenti pelvici sotto il naso dei francesi, gridando “This is a goal, no FUCKING penalty”. Per qualche minuto abbiamo sfiorato la rissa. La partita è andata avanti così, con i tifosi francesi che incitavano la loro squadra e i tifosi italiani che, come al solito, borbottavano e cercavano di contattare telepaticamente Lippi, suggerendo le giuste scelte tecniche. Superbo è stato il quadretto di tre piccolissime tifosi inglesi-italiane, con le magliette di Totti, Toni e Giardino che gridavano con un delizioso accento inglese: “Italia, Italia, Italia”. Da quel momento ci abbiamo creduto. L’uscita di Zidane è stata salutata con una raffica di insulti: i francesi erano ormai disarmati. I rigori sono stati al cardiopalma, eravamo fermi e immobili, ma nel nostro cuore già esultavamo. Il rigore sbagliato di Trezeguet e quello segnato da Grosso hanno scatenato il putiferio e finalmente abbiamo potuto gridare “Campioni del Mondo”. Non sapete la sofferenza di non poter sentire le parole dei telecronisti italiani. Ci abbracciamo e baciamo anche con i francesi, che si congratulano con noi. Un tipico italiano, munito di baffi neri e panzone in preda alla follia cieca si alza sul tavolo e inizia ad urlare milioni di volte “Gattuso facci vedere il pisello, che qui abbiamo la braciola in caldo per te!”. Delirio quando Cannavaro alza la Coppa del Mondo. Sorridenti e soddisfatti ci riversiamo in strada per strombazzare con la nostra trombetta e chiamare i parenti in Italia. Mentre cercavamo di farci delle foto di rito per immortalare questo momento, un gruppo, prima di arabi e poi di inglesi, si unisce a noi!
Ma dovevamo venire proprio in Inghilterra per vincere i mondiali?

sabato, luglio 08, 2006

Continua la presentazione dei gatti, ecco a voi Henry. Ha un nome da maschio, ma in realta è una gattina. Incontarla è praticamente impossibile sia perchè lei ama gironzolare per il quartiere tutta la giornata sia perchè in casa c'è Grace e tra di loro è vero odio. Spesso succede che litigano e si inseguono per tutto il giardino, emettendo suoni strani e mostrando a vicenda denti e unghie; fortunatamente queste liti non arrivano mai al corpo a corpo. Henry è molto schiva ed è difficilissimo che si faccia acarezzare. Apenna fai per avvicinarti lei scappa via. Ogni tanto si fa un giretto nella nostra stanza e se non ci siamo si fa pure un bel pisolino sul nostro letto.

giovedì, luglio 06, 2006

Continua la ricerca del lavoro! Questa mattina siamo stati al South Devon College, un centro che si occupa di avviamento al lavoro o agli studi universitari, fornendo conoscenze che vanno dalla sociologia alla Information Tecnology. Noi avevamo un appuntamento con l'ufficio graduates, che si occupa di aiutare neo laureati a trovare lavoro ed è finanziato con i fondi europei (euroscettici e pseudonazionalisti il futuro è in Europa!). Appena arriviamo ci fanno le solite domande di rito: da dove venite? da quanto tempo state in Inghilterra? cosa avete studiato? Dopo aver risposto come bravi scolaretti, il Mr ci fa: "Ho già contattato alcune persone che vi possono aiutare, l'unico requisito che vi chiediamo riguarda la vostra volontà di rimanere in quest'area per contribuire al suo sviluppo economico". Praticamente il loro obietto è quello di trattenere i cervelli e fare in modo che non si spostino nemmeno di 50 Km. A questa strana domanda (strana sopratutto per un meridionale sempre pronto con la valigia in mano a spostarsi altrove) rispondiamo, ovviamente, positivamente. Ma non finisce qui: il Mr ci chiede: "Pensate di aver bisogno di migliorare qualche skill?" Increduli rispondiamo che sicuramente dovremmo migliorare il nostro inglese. Il Mr. si alza dalla sedia, fa una telefonata, ritorna e ci dice che a giorni riceveremo una lettera con i moduli per l'iscrizione ad un corso di lingua inglese per stranieri. Arrivati a questo punto io e Anto pensiamo che si tratti di uno scherzo! Ma il bello deve ancora arrivare, poiche prima di lasciare l'ufficio il Mr. ci dice:" Tenendo conto dei vostri studi, in quale branca vorreste lavorare?...è giusto che facciate qualcosa che vi piace". Logicamente è scattato il panico, perchè uno domanda del genere non l'avevamo mai ricevuta; addirittura ci ha chiesto "cosa vi piacerebbe fare", e non "cosa siete disposti a fare". Sull'uscio della porta, mentre andavamo via, il Mr. ci rassicura dicendo: "troveremo qualcosa per voi, presto vi ricontatteremo. Cheers".

mercoledì, luglio 05, 2006

ITALIA - GERMANIA : 2-0
Ieri sera è stato indimenticabile. L'appuntamento con altri due compagni di avventura italiani doc, era in un pub con schermo gigante. Appena siamo entrati è stato il panico, siamo solo riusciti a conquistare un piccolo divanetto per quattro persone. La popolazione del pub era variegata: in prima fila, attaccati con delle ventose allo schermo, un gruppetto di venezuelani che tifavano spudoratamente Italia. In seconda fila un gruppo di inglesi muniti di bandiera, maglietta italiana e trombetta da stadio, insieme ad un altro italiano seduto proprio davanti a noi con maglietta a strisce bianche e blu. In terza fila noi quattro e un gruppetto molto silenzioso, tra i quale era seduta una timida ragazza che solo al 20° minuto ha sfoggiato la sua ghirlanda tricolore: nero, rosso e giallo! Dietro di noi, ancora tanta altra gente di appartenenza non specificata, in quanto non mostravano segni evidenti di "Tifo", ma sicuramete i supporter della nazionale azzurra erano in netta maggioranza.
Anche se gli italiani doc si potevano contare sulle dita di una mano, è stato ritagliato, per una sera, un angolo di Italia a Torquay: si gridava contro i camerieri, si imprecava contro tutto e tutti e si sbatteva la testa al muro per i goal mancati. Vedere la partita in terra straniera fa veramente strano, è divertente sentire le interpretazioni dei nomi italiani da parte dei telecronisti inglesi: ad un certo punto Anto si chiedeva chi fosse mai "Lasagni", senza pensare che era proprio Barzagli.
Ogni tanto gli inglesi alzavano cori da stadio "Tagliatelle, Ravioli, Pasta e Paolo di Canio". Inutile, poi, parlare dei litri di birra che scorrevano!
Quando alcuni tedeschi timidamente accennavano un battimano per incitare la propria squadra, seguiva un boato di battimani violento, pugni sui tavoli e urla cavernicole.

Al goal è stato DELIRIO! Tutti in piedi a saltare, il venezuelano incontrollabile è stato prima placato dagli amici inglesi (nella foto potete vederlo esultare in maglietta bianca con il braccio in alto, come se avesse appena segnato lui) e poi si è esibito in una danza sud americana sul tavolino, tra i bicchieri vuoti! Il secondo goal neanche l'abbiamo visto, dato che eravamo gia tutti in piedi a scambiarci segni di pace e amore!
I tedeschi si sono dileguati in un attimo!
La gioia si è sprigionata tutta in una decina di minuti! Increduli e frastornati, siamo subito corsi alla macchina per festeggiare degnamente con un carosello l'approdo alla finale!
Per tutta Torquay strombazzavano solo TRE macchine! Ma è stato INDIMENTICABILE ED EMOZIONANTE!!

martedì, luglio 04, 2006

Ecco Grace! I suoi ex-padroni non la curavano e lei dormiva per strada e per mangiare raccattava dai bidoni dell'immondizia. Mark e Clare l'hanno adottata e rimessa in sesto, facendola passare dalle stalle alle stelle. Ora mangia solo salmone (marca Mark & Spencer), pollo, gelato e ama lo jogurt alla fragola. Rifiuta categoricamente qualsiasi cibo per gatti. Passa le sue giornate a dormire e gironzolare per casa con il suo collarino di brillantini. Nonostante sia l'ultima arrivata pretende di comandare sugli altri gatti. La sua vittima preferita è Henry: gli impedisce di mangiare, la insegue per tutta la casa con fare minaccioso e la costringe a stare tutta la giornata in giardino. La cosa strana è che Herny non si ribella, nonostante sia due volte Grace. Ultimamente mi sono ritrovato Grace in bagno dentro la doccia, forse voleva lavarsi visto che ha il pelo tutto arrufato e gli puzza l'alito.
Da quando Anto l'ha scoperta a bere il latte della nostra colazione direttamente dal contenitore e seduta sui nostri piatti, ha detto a Clare: "Don't mind, I make breafast by myself".
PS: Forza Azzurri.

lunedì, luglio 03, 2006

Ecco la casa dove vivo a Torquay. Sto presso una famiglia che mi affitta una camera ed un bagno che condivido con Anto. Oltre a noi ci sono Mark e Clare che sono i propretari, due persone molto gentili e ospitali. Oggi è arrivato direttamente dalla Spagna uno studente che conosce pochissimo l'inglese e per aiutarlo noi gli traduciamo quello che non capisce in italiano...sembra che come sistema funziona. Vanno aggiunti poi tre gatti: Gracie, Tibs e Henry.
Sono due giorni che quì fa caldissimo ed oggi, per di più, si è aggiunta anche l'afa. Ieri per rinfrescarci siamo stati al mare e devo dire che l'acqua non era poi così gelida!

domenica, luglio 02, 2006


Dopo una settimana estenuante passata a cercare un nuovo lavoro, ieri mi sono dato una pausa e ne ho approfittato per visitare il distretto di Torbay. Inizialmente l'idea era quella di andare in spiaggia per fare un bel bagno, ma qui il tempo è imprevedibile: ci siamo svegliati che era nuvoloso e ventilato poi nel pomeriggio è scoppiato il caldo.
Il bus a due piani ci ha portato a Brixham, un piccolo villaggio di pescatori che mi ha ricordato le cittadine sul mare del sud d'Italia con le barche da pesca, il porticciolo con quell'odore caratteristico di pesce marcito al sole e le reti da pesca ammucchiate sulla banchina. Qui ho avuto la possibilità di vedere la prima e l'unica pescheria ed ho capito che in Inghilterra non esiste la cultura del pesce fresco appenna pescato.
Passeggiando per Brixham abbiamo trovato una splendida scogliera con un acqua chiarissima, ma gelida. Mi sto accorgendo che la costa inglese è veramente bella...